Le padelle in alluminio fanno male o sono sicure? E’ vero che sono tossiche, nocive o dannose per la nostra salute? Che differenza c’è tra una padella di alluminio è una in alluminio anodizzato?

Io sono Alfredo sono un chimico e ti aiuterò a scoprire perché le padelle in alluminio non sono pericolose per la nostra salute.

 Ma facciamo prima un piccolo passo indietro.

Per ottenere una buona cottura è necessario che la diffusione del calore all’interno della padella sia la più uniforme possibile.

L’alluminio è un materiale utilizzato per la realizzazione di padelle e pentole perché ha un’elevata conducibilità termica cioè la capacità di poter diffondere in modo uniforme il calore all’interno del materiale.

E’ anche un materiale molto leggero ed ha un ottimo rapporto qualità prezzo.

L’alluminio è il terzo metallo più abbondante sulla crosta terrestre. Questo lo rende un prodotto praticamente ubiquitario. Tanto è vero che si trova normalmente nell’acqua che noi beviamo e nei cibi come frutta e verdura.

Non solo, viene utilizzato per le sue caratteristiche anche in campo medico, ad esempio per la realizzazione di antiacidi. E nel campo della cosmetica per la realizzazione di prodotti anti perspiranti.

L’alluminio viene accusato di essere un materiale pericoloso e dannoso per la nostra salute. Molto spesso viene accusato di essere responsabile dello sviluppo del morbo di Alzheimer.

Questo principalmente perché elevate dosi di allumino nel nostro organismo hanno un effetto neurotossico, cioè danneggiano il nostro sistema nervoso. E’ pur vero però che non esiste nessuna causale tra la concentrazione di alluminio nel nostro organismo e il morbo di Alzheimer. A tutt’oggi non ci sono evidenze scientifiche che possano dare conferma di questa supposizione.

L’Istituto Federale Tedesco per la Determinazione del Rischio ha valutato l’assunzione stimata di alluminio attraverso il cibo che è stato a contatto con materiali di alluminio come pentole oppure vaschette o fogli di alluminio normalmente utilizzati nelle nostre cucine.

Il risultato di questo studio è che le dosi assunte di alluminio attraverso l’ingestione di questi cibi sono molto più basse di quelle che normalmente noi assumiamo attraverso la frutta e verdura che contengono naturalmente alluminio.

IL BfR (l’Istituto Tedesco di cui sopra) ha stimato che questa dose assunta attraverso i cibi che sono stati a contatto con alluminio è molto più bassa di quella massima consigliata dalla FAO (Fondo Internazionale per l’Agricoltura e l’Alimentazione) e il WHO (L’Organizzazione Mondiale per la Sanità).

La dose massima di alluminio consigliata per persona al giorno per chilogrammo di peso è di 1 mg/giorno per ogni chilogrammo di peso corporeo.
Ad esempio, io peso 78kg. Posso ingerire al massimo 78 mg di alluminio al giorno. Possiamo, dunque, stare tranquilli sul discorso dei cibi e bevande che sono a contatto con l’alluminio.

E’ preferibile comunque evitare di conservare in contenitori di alluminio cibi acidi o molto salati come la salsa di pomodoro, che è un prodotto molto acido, oppure le acciughe salate o gli affettati. Questo per un motivo fondamentale. L’acidità di certi materiali così come la loro salinità attacca con lo strato superficiale dell’alluminio che è formato da uno strato di ossido di alluminio.

L’ossido di alluminio si ottiene dalla reazione una reazione dell’alluminio a contatto con l’ossigeno atmosferico. Quindi si forma sempre e comunque quando l’alluminio è a contatto con l’aria. A livello industriale questa reazione viene accelerata tramite un processo elettrochimico che prende il nome di anodizzazione. L’ossido di alluminio rende l’alluminio passivo cioè inerte agli attacchi di cibi e bevande.

L’acidità di alcuni cibi o la loro salinità sono ingrado di sciogliere lo strato superficiale di ossido lasciando scoperto l’alluminio puro che migra dall padella al cibo.

Altre cose da evitare sono l’utilizzo di oggetti utensili appuntiti, come coltelli o forchette, per manipolare il cibo nella padella o nel contenitore. Gli oggetti appuntiti vanno a rompere lo strato di ossido di alluminio creando delle crepe sulla superficie che lasciano libero l’alluminio puro di migrare verso il cibo.

Il consiglio che voglio di darvi è di conservare il cibo in recipienti di vetro che è in grado di resistere agli attacchi acidi e del sale.

Riassumendo, l’alluminio è un metallo molto abbondante sulla crosta terrestre. Questo è il motivo per cui lo si trova naturalmente in frutta e verdura e nelle acque.
Viene utilizzato:

  • in campo farmacologico per la realizzazione di antiacidi e altri medicinali;
  • in campo cosmetico per la sua azione antiperspirante in deodoranti;
  • nella realizzazione di strumenti per la cottura per la sua elevata capacità di diffondere velocemente e in modo omogeneo il calore, per la sua leggerezza e l’ottimo rapporto qualità prezzo.

Studi scientifici hanno dimostrato come le assunzioni di alluminio da utilizzo di prodotti per la cottura dei cibi non determina un rischio per la nostra salute o l’insorgere di patologie come il morbo di Alzheimer.

Bibliografia

Articolo dell’Istituto Tedesco sul rischio del morbo di Alzheimer da lluminio nei cibi: https://www.bfr.bund.de/cm/349/no_risk_of_alzheimers_disease_from_aluminium_in_consumer_products.pdf

Dosi massime ammesse di alluminio stabilite dalla FAO e dalla WHO: http://www.fao.org/3/a-at874e.pdf

Per oggi è tutto. Ti auguro una buona giornata e se l’articolo ti è piaciuto, clicca sui pulsanti in basso e condividilo con i tuoi amici.

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